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27
Jul
2016

Yahoo!: 4,8 miliardi di dollari per dire sì a Verizon

Meno di 5 miliardi di dollari per acquistare Yahoo! Se Microsoft ne ha appena sborsati 26,2 miliardi per stringere l’accordo con LinkedIn, a poco più di un mese di distanza a Verizon ne sono bastati 4,8 per assorbire la storica azienda del web, che all’alba del nuovo millennio costituiva un vero e proprio colosso del business&consumer.

Cambia il web, cambiano i suoi protagonisti e cambiano le dinamiche. La storia di Yahoo! può essere riassunta come una tendenza inversamente proporzionale rispetto a Google: infatti, tra le due pioniere della Silicon Valley, mentre l’azienda di Sunnyvale da quota 125 miliardi di dollari nel 2000 precipita a 4,8 dopo sedici anni perdendo pezzi e mercato, il titano di Mountain View decolla e diventa il leader indiscusso di internet.

Non solo, oltre ai cambiamenti ci sono state anche scelte discutibili da parte dei dirigenti del gruppo, come il rifiuto dell’offerta di Microsoft di 44,6 miliardi nel 2008, quando l’azienda era già in avanzato stato di deterioramento, così come una serie di investimenti sbagliati e flop di vario tipo.

In linea generale, non realizzare un motore di ricerca forte in alternativa a Google Search e puntare su servizi web in concorrenza con Facebook e Amazon possono essere considerati tra gli errori più fatali che hanno portato Yahoo! ad una così grave perdita di quota sul mercato.

Marissa Mayer era la giovane promessa femminile su cui tutti avevano puntato per il risanamento del gruppo, che nel 2011 riuscì a dare una ventata di freschezza con l’acquisto di Tumblr, un buon social che però non ha avuto forse il successo che meritava; dunque una mossa non proprio vincente, un inizio che non ha avuto un futuro di lunga durata e che non è riuscito del tutto a sbloccare l’empasse, un investimento che non ha avuto il ritorno sperato.

Oggi la “cura Mayer” non sortisce più nessun effetto e l’avventura della giovane CEO in Yahoo! può dirsi conclusa: secondo quanto redige il New York Times, le spetterebbe una buona uscita di 57 milioni di dollari, mentre agli azionisti vanno le quote di Yahoo! Japan e del potentissimo e-commerce cinese Alibaba, per un totale di circa 40 miliardi.

Dall’altra parte della barricata c’è Verizon, il gruppo di telecomunicazioni statunitense formato nel 2000, che ha un obiettivo alquanto ambizioso: fondere Yahoo! con AOL, acquistata il 12 maggio 2015 per 4,4 miliardi di dollari, così da realizzare un’unica società che possa diventare un temibile competitor per Google e Facebook.
E con Yahoo!, per soli 4,8 miliari, Verizon si porta a casa un network che conta, tra servizi e-mail, motore di ricerca e newsletter, la bellezza di un miliardo di utenti in tutto il mondo.

Sarà la fine di Yahoo! e l’inizio di una nuova epoca del web? Come andrà a finire lo vedremo “solo” nel 2017, perché nell’era digitale tutto accade alla velocità della luce.

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