Normativa Cookie
Questo sito utilizza i cookies, leggi. Proseguendo con la navigazione, si accettano tali cookies Accetto
03
Apr
2009

Spam: riaffiora il problema sicurezza per le e-mail

Secondo l’ultimo rapporto Microsoft sulla sicurezza informatica il problema dello spamming non sembra mutare. Lo scorso novembre per arginare lo spam, uno dei lati peggiori del web, vennero bloccati i server McColo in quanto responsabili di questa “epidemia” mondiale. Gli spammer si avvalevano principalmente di questa società di web-hosting per coordinare tali “attacchi” agli utenti web. La chiusura dei server fece diminuire del 75% il volume delle e-mail spazzatura. Solo dopo pochi mesi i messaggi di posta elettronica contenenti spam sono di nuovo saliti al 97%. La crescita dall’inizio dell’anno è stata di circa l’1,2% al giorno, nel 2008 la media era di circa l’1%. A metà di marzo si riscontra la stesso volume di messaggi spam che si aveva nel periodo precedente al caso McColo. L’aumento è dovuto, oltre ai soliti messaggi di reclame di prodotti farmaceutici (48,6 per cento del totale) e degli annunci sui mutui, anche alle e-mail che offrivano la possibilità di leggere le ultime notizie riguardo particolari eventi (Inauguration Day del presidente Obama, giorno di San Patrizio, crisi economica in atto).

L’attenzione sui contenuti e gli allegati della posta elettronica deve essere alta. Alle aziende, ad esempio, il problema costa in media 182.500 euro l’anno. Lo spam non è solo una "perdita di tempo" nel filtraggio tra posta desiderata e indesiderata ma è la modalità principale con cui sono strutturati gli attacchi di phishing, ad esempio un finto messaggio dalla banca che richiede il rinnovo della vostra password in quanto scaduta, o di malware, ad esempio i rogue software (finti tool antivirus e antimalware che affermano di ripulire il PC da inesistenti infezioni).

Lo spam non è solo aumentato, ma ha anche mutato “geografia”. Il 28 % dello spam mondiale diffuso nel mese di marzo proviene dagli Stati Uniti, segue il Brasile (9 %), l’India (4%) e la Cina (3 %); gli obiettivi di hacker che inviano software “dannosi” sono  soprattutto i paesi emergenti come Russia e Brasile. L’Italia è al nono posto nella classifica delle nazioni più colpite da minacce informatiche, rispetto ad una media mondiale di 8,6 computer infetti ogni mille, in Italia la media è di 5,8.

L’emergenza spam è quindi alta, la propagazione si è differenziata e raffinata. Le infezioni informatiche giungono oramai anche con file normalmente scambiati tra le aziende, come pdf e excel, che sfruttanno l’abitudine a non considerarli come vettori di pericoli. Jeff Green, (McAfee Avert Labs) ha affermato: “L'eccesso di posta indesiderata rappresenta per le aziende un costo maggiore di quanto possano immaginare: influisce sui profitti, e può condurre al cybercrime”.

DOVE
Via Longhi 14/a
40128 Bologna (BO) Italia
CHIAMACI
tel +39.051.538403
fax +39.051.7459506
SCRIVICI
info@dmlogica.com