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19
Apr
2011

Il “Fattore Internet” fa crescere l’Italia.

Google commissiona in Italia una ricerca sullo stato del web in relazione all’economia del Paese. Il team di Boston Consultig Group (BCG), a cui il colosso di Mountain View affida lo studio, ne fotografa l’uso da parte delle aziende italiana in confronto con paesi esteri e ipotizzando quali saranno gli impatti diretti e il potenziale di crescita entro il 2015.

Internet rappresenta un valore in ambito artistico, sociale e culturale all’interno di una nazione, bisognerebbe misurare quanto il web incide nel settore economico. Antonio Faraldi, Mauro Tardito e Marco Vos (BCG) attraverso “Fattore Internet: come Internet sta trasformando l’economia italiana“ rispondono a questa curiosità.
La web economy nazionale nello scorso anno ha generato 31,6 miliari di euro, un valore che pesa per il 2% del Pil e con una crescita a due cifre. Per avere un termine di paragone è sufficiente ricordare che il settore dell’agricoltura e delle utilities hanno toccato il 2,3% del Pil e la ristorazione non ha superato il 2%.

Stefano Maruzzi, Country Director di Google per l'Italia ribadisce l’importanza del web: “Google è assolutamente convinto del potenziale positivo che Internet ha dal punto di vista economico. Non potrebbe essere diversamente, visto che ce lo raccontano ogni giorno le migliaia di imprese che usano i nostri servizi per fare business e avere successo. Tuttavia non esisteva nessuno studio che definisse in termini economici il “fattore internet”, ecco perché lo abbiamo commissionato a Boston Consulting Group. Ora ci auguriamo che si riesca a trasformare in realtà il grande potenziale che BCG ha identificato per l'economia del nostro Paese e naturalmente siamo pronti a svolgere la nostra parte.
Secondo uno scenario conservativo, che considera una crescita della penetrazione di Internet e della propensione all’e-commerce in linea con il passato, l’Internet economy varrà 59 miliardi di euro nel 2015. Secondo uno scenario che considera le peculiarità del nostro Paese e prevede un forte sviluppo del mobile commerce, l’Internet economy potrà raggiungere i 77 miliardi di euro"
.

Queste sono le cifre e le potenzialità che emergono dal “Fattore Internet”.  Ma non tutte le aziende hanno efficacemente investito in rete. Le aziende “on-line attive”, così definite da BCG,  non si basano solo su siti web vetrina ma su strategie di web marketing e e-commerce, questo approccio ha generato un loro aumento di ricavi dell’1,2% e un’incidenza delle vendite internazionali del 15%. Le imprese con solo siti vetrina che non hanno sfruttato la “leva” del web hanno registrato una flessione del 2,4%, tale flessione è scesa al 4,5% per quelle totalmente assenti da internet.

Boston Consulting Group sottolinea inoltre che il “Fattore Internet” ha un valore superiore ai 31,6 miliardi calcolati: vanno sommati 17 miliardi di beni acquistati nel mondo reale dopo una ricerca in rete (Research Online Purchase Offline) e 7 miliardi derivanti dall’acquisto di merci e servizi da parte della pubblica amministrazione su piattaforme on-line (e-procurement).

La web economy italiana potrebbe essere uno dei punti di crescita per il nostro Paese, rimane fondamentale comprenderne le leve per sfruttarne il potenziale.
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