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02
May
2011

I device mobili sono sempre più a rischio

Symantec presenta alla stampa i dati annuali dell’Internet Security Threat Report sulle minacce nel web riscontrate in 86 paesi mondiali su un miliardo di richieste elaborate giornalmente in rete e su più di  8 miliardi di e-mail.

Da tali dati emerge che l’Italia è ancora insensibile alle problematiche legate alla sicurezza e che siamo ai primi posti nella produzione di “attività malevole”, nell’area EMEA (Europa, medio Oriente, Africa) otteniamo la terza posizione come Paese in cui si concentra il maggior numero di spam, pishing, computer infetti, attacchi web based. Roma risulta la quinta città al  mondo per numero di bot attivi. Symantec dichiara: “Rispetto allo scorso anno la situazione si è aggravata e l'Italia risulta essere uno dei paesi con il maggior numero di bot – il 15% rispetto al 12% del 2009. Questi bot permettono di lanciare diversi tipi di attacchi come ad esempio quelli rivolti alle aziende, l'invio massivo di spam e phishing, la propagazione di codici malevoli e la raccolta di informazioni confidenziali con serie conseguenze economiche e legali”.

Oltre a questo preoccupate primato si registrano altri dati che destano attenzione, nello scorso anno ci sono state 208 milioni di nuove minacce. Il bersaglio preferito per i furti d’identità è rappresentato dal settore sanitario. Il problema dei dati sensibili è un problema oramai diffusissimo, nel 2010 ci sono stati 260.000 profili personali esposti a queste violazioni, l’aumento è stato del 93% .
Lo scenario si sta inoltre differenziando: smartphone, tablet e vari sistemi operativi mobili hanno visto aumentare la loro vulnerabilità del 42%.  Lo sviluppo di vendite di questi prodotti (si stima che nel 2013 ci saranno due cellulari ogni pc) e degli utenti che utilizzano questi dispositivi per la connessione in rete farà proliferare gli attacchi. Le minacce arrivano soprattutto da software Trojan Horse che si celano all’interno di applicazioni apparentemente sicure, la distribuzione e rapida diffusione sfrutta  ignari store pubblici. Gli obiettivi sono soprattutto il furto d’identità e di informazioni e l’aggiramento dei sistemi di protezione delle transizioni on-line.

L’aumento di tali minacce è già in atto, già all’inizio del 2011 sono già stati colpiti centinaia di migliaia di dispositivi che utilizzano servizi di mobile banking e mobile proximity payment.
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