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18
Jul
2011

Google vs Facebook

Definito da Vic Gundotra, senior vice president di Google, “il software delle sfumature”, Google+ è la sfida che Larry Page ha lanciato a Mark Zuckerberg.
Secondo quanto afferma Paul Allen, fondatore di Ancestry.com, a tre settimane dalla sua nascita Google+ è già arrivato a quota 10 milioni di iscritti e si qualifica come una valida alternativa a Facebook.

Il network, disponibile su Android Market e su web per mobile, si struttura in una serie di “Cerchie” (circles) in cui l’utente può suddividere i propri contatti in base a categorie personalizzabili:  amici, colleghi di lavoro, familiari…
In questo modo si ha la possibilità di targettizzare le informazioni e i contenuti che condividiamo, indirizzandoli a un preciso gruppo di persone ed escludendo chi non fa parte della rispettiva cerchia.

A differenza di Facebook, in cui la pubblicazione di un post è visibile a chiunque sia presente nei propri contatti, il progetto di Google+ ha come obiettivo quello di restituire nel virtuale le sfumature dei rapporti sociali che caratterizzano la vita quotidiana.
Un’altra novità introdotta dal progetto di Larry Page è il tasto “+1”, la funzione del quale è la stessa del noto “mi piace” di Facebook; non solo, con “+1” si contribuisce ad incrementare il numero di visite di un sito, di conseguenza a renderlo più visibile all’interno dei motori di ricerca.

Secondo un’analisi compiuta da BrightEdge su un campione di 10.000 siti più influenti al mondo, nelle ultime settimane si è registrato un aumento del 33 per cento dell’utilizzo di “+1” da parte degli utenti che hanno utilizzato questa funzione per esprimere le proprie preferenze, superando Twitter.
Questo aspetto è di fondamentale importanza soprattutto per il mondo SEO (Search Engine Operator), in quanto per l’ottimizzazione dei siti all’interno dei motori di ricerca si aprirebbe il vasto orizzonte del social network. Tale sviluppo porterebbe ad incrementare il numero di visite di un sito non solo attraverso gli strumenti di ottimizzazione tradizionali, on e off line, ma anche mediante la preferenza espressa direttamente dall’utente; ciò significherebbe avere un target di riferimento sempre più aderente alle reali aspettative dei visitatori, ai loro desideri e alle loro personalità.

Il progetto di Mountain View è ancora in fase field trial, ovvero è stato lanciato attraverso un numero ristretto di inviti per essere testato, ma pare che la strategia di Google sia quella di ricoprire quella fascia di web, più della metà del totale, che non presenta ancora un collegamento alle Facebook Pages e ai Twitter Feeds. Secondo quanto dichiarato ufficialmente da Google a SearcEngineLand.com, l’obiettivo principale è infatti quello di includere le informazioni derivanti da G+ con altri dati sensibili provenienti da altre fonti in tempo reale.
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