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08
Mar
2011

Google premia i siti di qualità!

La notizia apparsa l’ultimo giovedì di febbraio nel blog di Mountain View ha messo in allarme le “content farm”.
Google rende ufficiale la sua attenzione verso siti con contenuti originali, di analisi e di approfondimento premiandoli con una migliore visibilità a discapito di quelli che offrono testi copiati o di scarsa qualità con l’obiettivo di scalare le posizioni di ricerca.

Il team di Google dichiara nel post: “Il nostro obiettivo è semplice: dare alla gente le risposte più pertinenti alle loro domande il più velocemente possibile…Questo aggiornamento è progettato per ridurre le classifiche di bassa qualità dei siti che sono a basso valore aggiunto per gli utenti, copiare i contenuti da altri siti o siti che non sono solo molto utili. Allo stesso tempo, fornirà un ranking migliore per i siti di elevata qualità -siti con contenuti originali e di informazione come la ricerca, relazioni approfondite, analisi attente e così via-".

L’obiettivo della campagna iniziata a gennaio è semplice: dare maggior visibilità ai siti che offrono i migliori contributi utili agli utenti significa, per Google, rimanere ancorato al primo posto come motore di ricerca più consultato.

L’introduzione (per ora solo negli Stati Uniti) di questo nuovo algoritmo di indicizzazione del web dovrebbe generare un impatto su circa l’11,8% delle query degli utenti. Google dichiara che questo nuovo ranking nelle sue SERP non è stato influenzato dai feedback ottenuti dall’ estensione di Chrome “Personal Blocklist”, ma che la coincidenza tra i dati degli utenti e i cambiamenti di posizionamento dei siti mostra solamente che le novità introdotte vanno in direzione di ciò che gli utenti apprezzano.

La campagna Google andrebbe a migliorare la qualità dei siti mostrati nelle pagine di ricerca, ma potrebbe influenzare il modo di fare informazione in rete. Google è difatti una delle primarie fonti di accesso ai siti la cui sopravvivenza si fonda su audience e pubblicità, per essi le loro posizioni nei risultati di ricerca faranno la differenza tra il successo o il fallimento.

Il “Farmer Algorithm Update” (termine coniato da Danny Sullivan di Search Engine Land) andrà a penalizzare le “content farm”, aziende specializzate in contenuti di bassa qualità prodotti sull’onda delle keywords più ricercate per avere il maggior traffico di utenti. Quindi nel mirino i siti della galassia di Demanda Media e quelli che ne riproducono le modalità, secondo cui le notizie da pubblicare non seguono principi giornalistici ma calcoli statistici; il mercato pubblicitario fa scegliere all’editore le notizie da divulgare.

Questa nuova campagna non sembra aver raggiunto completamente gli obiettivi. Il sito eHow, con attività simili a Demand Media, sembra abbia beneficiato di una maggior visibilità nei risultati di ricerca. Per di più l’impatto è stato negativo anche per siti e aggregatori legittimi come Associated Content (gestita da Yahoo!). Su questi risultati c’è già chi ipotizza che in questo cambiamento dell’11,8%  delle SERP di Google possano esserci anche “strategie” mirate.

Inoltre rimane il dubbio di come Google possa equilibrare la scelta di premiare sia i siti di qualità che quelli di notizie real-time. La qualità premiata dovrebbe infatti indirizzarsi non solo verso l’originalità ma anche verso i contenuti che abbiano approfondimenti, ricerche, analisi accurate.

Sul tema interviene Massimo Mantellini: “c’è un altro aspetto significativo nella evoluzione dei motori di ricerca in questi ultimi anni ed è l’ossessione per il tempo reale…hanno perduto le caratteristiche classiche di indice ragionato della biblioteca universale di Internet…Google ormai assomiglia molto di più ad un quotidiano che non ad una enciclopedia….lo sforzo di indicizzazione insegue più l’aggiornamento delle notizie che non l’analisi semantica delle ricerche.
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