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04
Sep
2009

Google non accetta imitazioni !

Il search engine di Mountain View è riuscito a vincolare al copyright il design della sua home page.

Il 2 settembre il sito Gawer ha riportato una nuova notizia sullo strapotere di Google. L’ US Patent and Trademark Office ha ufficialmente riconosciuto l’home page del motore di ricerca, sarà così protetta dalle leggi che disciplinano l’uso dei beni brevettati. A cinque anni di distanza l’ufficio brevetti di Washington si è così espresso a favore della richiesta, Larry Page e Sergey Brin sono riusciti in un’impresa senza precedenti ed estremamente innovativa.

Storicamente il primo logo di Google fu ideato da Sergey Brin con un software semplicissimo e conteneva, alla stregua di Yahoo!, un punto esclamativo. La grafica fu successivamente raffinata da Ruth Kedar che optò per i caratteri Catull e per l’effetto che rimanda ai cinque cerchi olimpici. Fu l’inizio del successo del motore del ricerca e della sua home page, che si caratterizzò come il primo sito “mutante” della storia (il logo viene modificato in prossimità di determinati eventi: Google Doodle)

Nel 2006 Page e Brin avevano ottenuto il brevetto per il “design grafico” dei risultati della sua ricerca, ora hanno raggiunto un nuovo obiettivo: il brevetto per una Graphical user interface for a display screen of a communication terminal (una pagina web, la casella di ricerca con i due tasti “search” e “i’m feeling lucky”e i vari link accanto. Il logo è tratteggiato in quanto non parte integrante delle rivendicazioni).

La portata dell’evento è notevole. Ora il design dell’home page di Google non può essere né riprodotto né copiato. L’aspetto grafico non potrà essere replicato in quanto integrante del family feeling del motore di ricerca e del suo elemento identificativo.

I risvolti non sono trascurabili, anche se il colosso di Mountain View non ha reso noto i piani per sfruttare questa posizione, diverrebbe comunque “proprietaria dell’idea” di una pagina web, che tuttavia non brilla di originalità. Già prima di Google i motori di ricerca avevano un aspetto pulito ed essenziale.

La decisone dell’ US Patent and Trademark Office potrebbe spingere i competitor di Google o le aziende operanti sul web a seguirne le orme, innumerevoli home page famose potrebbero rivendicare lo stesso trattamento ed essere trattate come vere e proprie invenzioni ostacolando piccole società e startup.

La storia del web si ripete: viene messa a rischio la concorrenza e la libertà di sviluppo.

 

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