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10
Aug
2010

Google autorizza l’uso dei marchi come keywords in AdWords

In Italia il 14 settembre segnerà una data importante per il mercato del marketing online: Google autorizzerà l’uso dei marchi  come parole chiave per pubblicare annunci AdWords e il keywords advertising si arricchirà di una maggiore vitalità.

La sentenza della Corte di Giustizia europea sul caso Google-Vuitton ha data il via ad un’importante novità per gli inserzionisti di Google AdWords che intendono utilizzare marchi registrati per pubblicizzare i propri beni o servizi: da metà del prossimo mese non ci saranno più restrizioni, verrà abbandonato da parte di Google il famoso “trademark protection” che permetteva alle aziende di impedire l’uso dei loro brand.
 
Marco Pancini, European Senior Policy Counsel di Google illustra il cambiamento: «La Corte di Giustizia Europea ha stabilito che Google non ha violato la legge sui diritti dei marchi permettendo agli inserzionisti di fare offerte su parole chiave che corrispondono a marchi di cui sono titolari terze parti [...] Questo cambiamento permetterà di armonizzare le policy di Google a livello mondiale e di fornire agli utenti annunci sempre più rilevanti a seguito delle loro ricerche [...]  In questo modo Google interviene nel cuore del suo modello di business, sugli annunci AdWords: complessivamente la pubblicità online genera, infatti, circa il 95% del fatturato per la società di Mountain View».

Il cambiamento di policy permetterà agli inserzionisti di utilizzare i marchi come keywords per i propri annunci, il trademark quindi non sarà più un diritto assoluto dei loro proprietari e verrà superato il limite che aveva l’utente nella ricerca di informazioni. In precedenza, tale uso, era da considerarsi una violazione del copyright e l’azienda proprietaria, previo reclamo, poteva ottenere la rimozione degli annunci in questione.
 
In futuro se un utente utilizzerà come chiave di ricerca il nome di una società che ad esempio produce cellulari potrà vedere nella lista dei link sponsorizzati annunci relativi a blog  di settore, rivenditori e altri produttori. L’ ampliamento delle keywords utilizzabili faranno emergere nuove filiere di attività economiche.
 
L’Italia, insieme ad altri Paesi, si allinea in questo modo a quanto già accadeva da alcuni anni negli Stati Uniti, Canada e Regno Unito; rimarranno comunque in vigore le restrizioni in materia di concorrenza e pubblicità imposte dalla legge italiana.

I titolari dei marchi registrati potranno comunque vigilare per evitare eventuali abusi o usi sospetti degli annunci che creino confusione negli utenti circa l’origine dei  beni o servizi pubblicizzati. In questi casi sarà loro garantita la possibilità di chiedere l’eventuale intervento di Google. Nessun cambiamento sarà comunque previsto per i testi degli annunci al cui interno non potranno essere citati marchi se i relativi proprietari ne abbiano fatto esplicita richiesta di protezione.

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