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13
Apr
2016

Google AdWords: Le offerte minime per la prima pagina sono in costante aumento

Google AdWords: Le offerte minime per la prima pagina sono in costante aumento

È trascorso poco più di un mese dall’ultimo radicale cambiamento di Google, che ha visto l’eliminazione degli annunci di testo nella parte destra della pagina e l’aumento da tre a quattro degli annunci top-of-page, ovvero gli annunci che vengono visualizzati al di sopra dei risultati organici. In generale, il cambiamento non è stato drammatico ma due osservazioni sono emerse fin da subito: la prima ha riguardato l’aumento dell’offerta minima degli annunci di testo senza marchio per la prima pagina, così come la diminuzione del totale degli annunci disponibili, che è sceso da un massimo di 11 a 7 annunci per pagina; la seconda ha riguardato la diminuzione dell’offerta minima per la prima pagina degli annunci che compaiono al di sopra dei risultati di ricerca, che da 3 sono aumentati a 4 annunci per pagina per alcune ricerche.

Da allora si è visto che le offerte minime degli annunci di testo per la prima pagina sono costantemente in crescita e, dalla prima settimana di marzo, si assiste anche ad un aumento delle offerte minime per gli annunci top-of page.

Se è vero che è ancora troppo presto per attribuire tale conseguenza ad una causa effettiva, è anche vero che questi sarebbero i sintomi che potremmo aspettarci se gli inserzionisti fossero diventati più aggressivi nello spingere l’offerta del CPC a seguito dei recenti cambiamenti da parte di Google.

Alcune osservazioni condotte su un campione di inserzionisti dall’8 febbraio al 16 marzo 2016 rispetto all’anno precedente dimostrano infatti che le offerte minime per la prima pagina continuano ad aumentare in maniera costante a partire dell’eliminazione della pubblicazione degli annunci nella parte destra della pagina. È molto probabile che con un lasso di tempo maggiore si possano avere dati più aggiornati sulle stime per le offerte minime degli annunci e che in realtà non si sia verificato un cambiamento reale a livello di concorrenza dagli ultimi updates; è però possibile che alcuni inserzionisti stiano aumentando le offerte minime nel tentativo di ottenere lo stesso numero di annunci in prima pagina che avevano prima che venisse eliminata la visualizzazione a destra della SERP.

Per quanto riguarda invece l’inversione di tendenza che vede l’aumento delle offerte minime per gli annunci top-of page dagli inizi di marzo, dopo un costante calo a seguito dei cambiamenti di febbraio, non è ancora possibile esprimersi con precisione sulle cause, in quanto potrebbe rispecchiare un’evoluzione del trend dei dati. Resta però sempre valida l’ipotesi che gli inserzionisti si stiano facendo una concorrenza spietata per guadagnare posizioni al di sopra dei risultati di ricerca così da piazzare i loro annunci top-of-page, determinando in questo modo il generale aumento delle offerte minime per la prima pagina.

Emergono due fattori che contraddirebbero l’aumento dei CPC sulla scia dei cambiamenti di Google: in prima analisi, i requisiti richiesti da Google per far apparire gli annunci in prima pagina e al di sopra dei risultati organici riguardano solo i CPC per alcuni clic; in seconda analisi, gli annunci visualizzati in fondo alla pagina raccoglierebbero molto più traffico di quanto ci si aspetterebbe.

In conclusione, se da una parte si osservano variazioni dell’offerta minima del CPC per la prima pagina, è ancora troppo preso per asserire che esse siano attribuibili ad un vero e proprio cambiamento a seguito degli aggiornamenti di Google e che non siano frutto di naturali evoluzioni del trend di ricerca.

Bisognerà attendere il tempo necessario per poter confrontare i dati su un periodo più lungo, che non interessi solo le stagionalità ma che possa fare chiarezza confrontando le stime anno per anno.

Fonte: Search Engine Land

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