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17
Sep
2012

GoDaddy smentisce l’attacco di Anonymus

Secondo quanto dichiarato dal CEO di GoDaddy Scott Wagner, il blackout che lunedì 11 settembre ha provocato la messa off line di milioni di siti che fanno capo all’agenzia di hosting americana non sarebbe frutto di un attacco da parte di Anonymus, come precedentemente affermato, ma di problemi interni di natura tecnica.

Era stato un primo cinguettio lanciato dall’account Twitter di un membro della celebre squadra di hacker a rivendicare le cause del disservizio che già in mattinata aveva spento la luce agli utenti di GoDaddy, per i quali non era più possibile accedere ai propri domini e ai servizi di posta elettronica offerti dall’agenzia. @AnonymousOwn3r, questo il nome del presunto hacker, aveva infatti twittato un messaggio spiegando che stava abbattendo GoDaddy al fine di sondare quanto fosse tutelata la cybersicurezza.

Si sarebbe trattato, secondo alcuni esperti di sicurezza informatica, di un attacco di tipo Denial-of-Service (DDoS) che ha messo fuori uso i DNS rendendo dunque impossibile ai server tradurre i domini in indirizzi IP, provocando il crollo di milioni di siti dall’hosting.

"Non è stato un attacco, né un'offensiva di tipo Denial-of-Service (DDoS).  Abbiamo scoperto che l'interruzione è stata invece causata da una serie di problematiche all'interno del nostro network, in particolare nelle tabelle di routing".

Tale post, pubblicato da Wagner su GoDaddy il giorno dopo, smentisce dunque tutta la vicenda; il CEO di GoDaddy rassicura inoltre tutti i clienti in merito al fatto che la loro privacy non è stata violata poiché nessun dato sarebbe mai uscito dai database.

Tutto risolto, tutti i domini ripristinati e nessun dato perso. E, per ora, Anonymus tace.
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