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01
Jul
2011

FMI colpito da un attacco hacker

Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) è stato attaccato da un gruppo di hacker di cui ancora non si conosce l’identità.

L’attacco risale a circa un mese fa, ma il New York Times ha confermato la notizia lo scorso 12 giugno riportando le dichiarazioni fatte da un portavoce dell’FMI, David Hawley, che ha parlato di indagini in corso all’interno dell’organizzazione.

Non ci sono ancora dati certi sull’accaduto e vige la massima riservatezza da parte dell’FMI che non ammette fughe di notizie, ma il fatto che la Banca Mondiale abbia preso misure precauzionali interrompendo temporaneamente i rapporti telematici con il fondo lascia presagire la gravità delle possibili conseguenze.

L’FMI contiene all’interno dei suoi database informazioni fondamentali circa i 187 Paesi membri, nonché trattative riservatissime relative al salvataggio dei governi colpiti dalla crisi economica di Grecia, Portogallo e Irlanda. Stabilire la portata dell’attacco diventa dunque di massima importanza, poiché potrebbero verificarsi disequilibri politici a livello mondiale.

Pare che gli hacker siano riusciti ad entrare all’interno dei server dell’FMI attraverso un tentativo di phishing andato a termine, nonostante risulti che lo chief information officer del fondo Jonathan Palmer abbia precedentemente informato i dipendenti della possibilità di un attacco da parte di questo sistema.

Questo assalto si inscrive all’interno di una vera e propria offensiva messa in atto dai pirati informatici contro la legge, che negli ultimi periodi ha avuto un inasprimento notevole. Infatti precedentemente al caso FMI sono stati compiuti ripetuti attacchi alla Sony, a istituti di credito online e a numerose banche multinazionali, forse queste ultime come effetto collaterale dell’arresto di Julian Assange dopo le pubblicazioni di Wikileaks.

Anche l’FBI sta conducendo indagini su questo nuovo attacco hacker e il cofondatore della International Internet Industry Association, Peter Coroneos, dichiara che siamo ormai costretti a prendere precauzioni a livello internazionale e propone di esporre il problema nel prossimo G20.
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