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11
Jun
2012

Duro colpo a LinkedIn ed eHarmony

Inizialmente fu LinkedIn ad avvisare i propri utenti con un messaggio su Twitter di cambiare i propri dati d’accesso a causa di una possibile fuga di dati: pare infatti che il social network che collega i curricula professionali dei propri iscritti abbia passato guai seri a seguito di un attacco hacker in cui ben 6,4 milioni di password sono state sottratte illegalmente e postate all’interno di un forum russo. 

Problemi con la sicurezza sulla privacy LinkedIn li aveva dovuti scontare anche per via di un’applicazione per iOS la quale risucchiava le informazioni riservate degli utenti, password comprese, e le trasferiva al calendario di LinkedIn. Già in quest’occasione dunque il social network fu costretto a difendersi da durissimi attacchi e polemiche a fronte di un comportamento ritenuto irresponsabile nei confronti dei propri utenti.

Dopo il caso LinkedIn è la volta di eHarmony, un sito di incontri online per relazioni eterosessuali di lungo termine; aperto nel 2000 in California, oggi comprende 33 milioni di membri in più di 150 paesi.

Ancora una volta, le password di una parte degli iscritti sono state rubate e sono comparse in elenco su un forum russo. L’entità del danno non è stata resa nota, nessuno sa con certezza quanti profili siano stati coinvolti nell’attacco, tanto che le dichiarazioni dei responsabili del sito di dating non offrono ancora nessun chiarimento alla faccenda.

Tutte le chiavi d’accesso interessate sono state bloccate e agli utenti è stato consigliato vivamente di scegliere password di una certa lunghezza comprendenti caratteri alfanumerici, dato che per la maggioranza dei casi, soprattutto per quanto riguarda LinkedIn, vengono scelte password molto deboli con il minimo numero di caratteri richiesto e a volte addirittura facilissime da indovinare, come ad esempio “linkedin”. Inoltre è online un sito, LeakedIn, che permette di capire se la propria password sia stata rubata.

Su entrambi i casi e, in generale, sul problema della privacy e della sicurezza dei dati in rete sta indagando il Congresso USA.
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