Normativa Cookie
Questo sito utilizza i cookies, leggi. Proseguendo con la navigazione, si accettano tali cookies Accetto
22
Jul
2012

DnsChanger e la rete internet pirata

Risale al novembre scorso l’annuncio dell’FBI secondo cui veniva sgominata una banda di hacker con satelliti operanti attivamente in Russia, Stati Uniti ed Europa. Una vera e propria organizzazione criminale internazionale che era riuscita ad infettare oltre 4 milioni di computer in tutto il mondo realizzando un business di oltre 14 milioni di dollari.

La mossa è stata compiuta mettendo a punto un virus di nuova generazione, un malware in grado di traslare il computer degli utenti su un universo quasi parallelo, una rete telematica pirata, in apparenza uguale a internet così come l’utente comunemente la riconosce ma in realtà composta da siti che si appoggiano ad un sistema di server gestito direttamente dalla banda criminale.

È stato compito dell’FBI, a seguito della decisione presa dal tribunale di New York, quello di ricostruire interamente una rete telematica “corretta” ai computer infettati dal virus DnsChanger, il cui nome deriva dal fatto che viene modificato l’indirizzo Dns, ed inoltre ricreare un sistema di server alternativo ai server incriminati, in modo tale che i computer infettati venissero dirottati dalla rete pirata alla rete legale ripristinata dall’FBI.

Una soluzione temporanea, con una data di scadenza fissata il 9 luglio scorso, ovvero quando sia la rete gestita dall’FBI sia la rete dei pirati informatici non sarebbero più state raggiungibili dai 4 milioni di utenti danneggiati dal virus  DnsChanger.

Le news del giorno prima sulla stampa di tutto il mondo prevedevano la possibilità che si verificasse un black-out informatico di proporzioni inaudite, un apocalisse del web, un meccanismo che avrebbe spento le luci dell’informazione di mezzo pianeta.

In realtà, il lunedì nero in cui i 275.000 dispositivi informatici, tra pc e tablet, non avrebbero potuto raggiungere la connessione, provocando un buco nero nella rete internet, non si è verificato ed il danno è stato ridotto a pochi casi isolati. Per questi ultimi è bastato eseguire un test messo a disposizione sul sito dcwg e scaricarsi l’antidoto, ovvero una serie di software freeware da installare per effettuare la scansione del sistema.
DOVE
Via Caduti di Amola n. 11/2
40132 Bologna (BO) Italia
CHIAMACI
tel +39.051.538403
fax +39.051.7459506
SCRIVICI
info@dmlogica.com